2017 Agosto, 21 Lunedì 22:38


La prima settimana di Agosto, presso la nostra università, si è svolta la prima edizione della Skull of Summer: tra alti e bassi essa si è conclusa nel migliore dei modi, soddisfacendo le aspettative di organizzatori e, soprattutto, partecipanti.

Come spiegato nell'articolo introduttivo all'evento, la Skull of Summer è stata un'iniziativa organizzata dallo Student Branch, con lo scopo di approfondire argomenti riguardanti il linguaggio di programmazione C: 

Il C oltre i puntatori, gli alberi binari e le liste: un viaggio all'interno del C per scoprire anfratti sconosciuti e decisamente singolari.

Quando:

Essa si è svolta nella settimana tra il 31 Luglio e il 4 Agosto: nonostante l'estate inoltrata, i partecipanti non hanno tardato ad iscriversi all'evento appositamente creato su Eventbrite.

Come:

Si è deciso di concentrare la teoria nei primi due giorni, per poi lasciare che i partecipanti si sporcassero le mani con la programmazione vera e propria nei restanti cinque: Rossi Andrea e Bono Massimo, i due alacri organizzatori dell'evento, hanno fornito subito a tutti i partecipanti il materiale necessario (https://github.com/STB1019/SkullOfSummer/wiki). Nel corso dei due giorni destinati alla teoria l'hanno spiegato in maniera chiara, con l'aiuto anche di esempi pratici, e sono sempre stati disponibili per chiarimenti o dettagli aggiuntivi.

Bono Massimo mentre spiega aspetti importanti della programmazione ai partecipanti.

I progetti:

Al termine della full-immersion nella teoria del C, corposa ma fondamentale, i partecipanti si sono divisi in gruppi (che potevano essere composti anche da una sola persona) e tramite un complesso processo stocastico (il lancio di un dado) sono stati assegnati loro dei progetti (repertibili a questo link) da svolgere entro la fine della settimana. Alea iacta est!
Essi spaziavano dalla creazione di un sistema client-server all'analisi di un'immagine bitmap, passando per parser (csv, xml, json) e liste bidirezionali.

Le reazioni:

Nel corso dei cinque giorni i partecipanti hanno dato il meglio di sè, frugando tra documentazioni e programmando per tutta la giornata (dalle 9 alle 18), probabilmente riflettendo sulle problematiche pure una volta rincasati.


Inutile dire che ogni gruppo si è imbattuto in difficoltà (in un progetto che si rispetti ci si deve imbattere almeno una volta in un Errore di segmentazione, cit.) nella realizzazione di determinate parti dei progetti, ma ognuno è stato in grado di superarle, con dedizione e buona volontà.


Queste difficoltà sono state parte integrante della Skull, il cui scopo è proprio quello di rendere i partecipanti in grado di affrontare situazioni difficili, senza abbattersi, contando solamente sulle proprie forze (o su quelle dei compagni di "avventura"); nessuno dei partecipanti ha "mollato", anzi: da programmatori ambiziosi e determinati hanno apprezzato la "sfida".


Sconforto vs Gioie

Il giorno finale: presentazione dei progetti

Tutto è bene quel che finisce bene: Venerdì 4 tutti i gruppi avevano completato i loro progetti (obiettivi platino/diamante a parte, che potrebbero essere future implementazioni).
Tra la gioia e lo stupore, l'ultimo pomeriggio del corso è stato utilizzato per l'esposizione dei progetti: ogni gruppo ha illustrato agli altri partecipanti quali fossero state le parti più complesse incontrate, le soluzioni adottate, gli algoritmi dei quali andassero più fieri.
Tutti i partecipanti hanno accolto suggerimenti e "critiche" ed hanno risposto volentieri alle domande di chi li ha ascoltati con curiosità ed attenzione: atteggiamento fondamentale per chi vuole mettersi in gioco, crescere ed imparare sempre di più.

Coming Soon...

Ormai è chiaro: la Skull of Summer 2017 è stata un successo. I partecipanti sono stati soddisfatti, hanno approfondito specifiche tematiche, e gli organizzatori non possono che esserne ancora più soddisfatti.


La conseguenza è che la Skull of Summer non si fermerà all'edizione 2017: i membri dello Student Branch, in base ai feedback dell'evento, organizzeranno le edizioni successive, cercando di migliorarle il più possibile, per condividere conoscenze importanti ad un numero (si spera) sempre maggiore di partecipanti.